In occasione dell’uscita del nuovo singolo “Post it” (disponibile su Youtube e Spotify) ho avuto l’occasione ed il piacere di intervistare i Rossonoha, band elettronica indie di Roma.
Il videoclip del brano è un concentrato di energia così come la loro musica, seguiteci in questo viaggio alla scoperta della band!

Intervista di Marianna L. per Art-Waves

Domanda di rito per rompere il ghiaccio e presentarvi ai nostri lettori : chi sono e come nascono i Rossonoha?

Rossonoha è un progetto musicale nel quale transitano persone, non ci piace definirci come una band. Nasce da un bisogno interiore. Il progetto si è modificato negli anni, a tratti è tornato all’inizio e poi è di nuovo cambiato, come del resto si può notare nelle nostre canzoni. C’è sempre una componente elettronica. Negli anni abbiamo imparato a cambiare: ascoltando un brano come “Rumore” ad esempio, ed un brano più recente si nota un cambiamento nel modo e nel come e questo ci piace che sia così. Ogni volta che finiamo una canzone, la nostra testa è già proiettato alla prossima.


Le vostre influenze musicali … 

Le influenze, una parola meravigliosa che concentra tutta l’evoluzione dell’uomo. Crediamo che aldilà della musica a cui siamo più legati perché fa parte dei dischi che abbiamo in casa, piuttosto che
degli mp3 caricati sul telefono e, che sarebbe sbagliato dire che non ci ha influenzato, la nostra influenza arriva dappertutto, dopotutto inglobiamo qualsiasi suono durante il passaggio, qualsiasi canzone che passa al bar nel tempo di un caffè, qualsiasi situazione. Ad esempio, se dovessimo dirti cosa ci ha ispirati per “Post-it”, farebbe strano visto che non fa parte dei dischi che abbiamo a casa, tuttavia è tornato dai ricordi e riguarda Angelo Branduardi. Poi ognuno di noi ha avuto le sue influenze.

Parliamo ora della creazione dei brani. L’impronta sonora elettronica avviene sin dalle prime fasi della scrittura o viene aggiunta una volta creata la melodia e il testo? 

E’ capitato in entrambi i modi. Spesso capita di partire da un momento preciso, a cui diamo un tempo in BPM, quelli che secondo noi lo rappresentano, quindi si veste e gli si da un’ impronta elettronica o strumentale, una volta capito se il corpo e la mente rispondono, si scrive il testo o magari era già scritto, si crea la melodia, ne esce un provino, lo mettiamo in cantina e ogni tanto lo riascoltiamo per capire.
Ne abbiamo scritte tante, penso che al momento abbiamo almeno ottanta canzoni nel cassetto ancora da produrre, è un allenamento che teniamo costante. Poi è tutto così istintivo durante la creazione che cercare di spiegarlo è davvero difficile 😊
Teniamo molto anche ad un altro aspetto: a seconda del brano, una volta capito che ci piace o è giusto per noi, lavoriamo con un produttore piuttosto che un altro per farlo crescere al meglio.
I nostri produttori ci conoscono molto bene e sanno come mettere a punto un brano Rossonoha.
Al momento, la produzione dei nostri brani avviene tra la Germania e l’Inghilterra, lo abbiamo
fatto anche in Spagna. Crediamo fortemente che ognuno abbia il suo ruolo e se si vuole avere un prodotto di un certo valore, bisogna trovare i giusti professionisti con cui lavorare.
Lavorare da soli e basta non fa crescere e noi vogliamo anche questo, vogliamo lavorare anche su un errore e capire perché, vogliamo perdere il sonno su una frase.
Tutto questo costa in fatica e tempo ma diventa più fluido e raggiungiamo i nostri obbiettivi in termini di prodotto finale. Sezioniamo tutto, dalla Produzione, al Mixaggio, al Mastering. Magari facciamo meno cose ma quelle che si fanno ci convincono in tutto e per tutto.


Da dove vengono le ispirazioni per le vostre canzoni ? Nei temi che trattate ci sono riferimenti anche ad esperienze personali?

C’è tutta la vita, la nostra, quella degli altri. E’ successo tutto quello che abbiamo scritto, tranne un album che ancora non è uscito, è un concept album e racconta una storia nata davanti ad una lavanderia a gettoni.

“Post it” è il vostro nuovo singolo appena uscito. C’è qualche storia particolare che vi ha ispirato a scrivere questa canzone ? E’ il preludio per il lancio di un nuovo album? 

Un po’ ci ha messo del suo Branduardi in un momento alle elementari che è poi rimasto in testa fino ad oggi. Il resto è ciò che succede tutti i giorni, il tempo troppo veloce, un bisogno di cantare la vita, quella delle persone normali, quelli che cadono, si rialzano, vanno avanti, non riescono, riprovano, noi poveri mortali. Più che il preludio è il proseguimento di una strada che stiamo percorrendo, una strada che si è rinnovata dopo l’esperienza della la pandemia, quando il mondo si è fermato.
Proseguiamo, abbiamo altri singoli in uscita tra un paio di mesi e, tante canzoni nel cassetto.


Di chi è l’idea del video di “Post-it” e da chi è stato curato ?

Manuela Kalì è la persona che cura l’immagine dei nostri videoclip, è una fotografa e director di cui ci fidiamo ciecamente, traduce in immagini la giusta emozione che i brani raccontano.
L’idea, ad essere sinceri è venuta a tutti, abbiamo buttato sul tavolo un paio di ipotesi e poi il resto è stato sviluppato nell’arco di un’oretta. La cosa bella con lei è che nel momento in cui dice “Ok,
ce l’ho!” possiamo essere certi che verrà come lo vogliamo.
Abbiamo concepito il video di “post-it” sovvertendo una situazione di stress in un momento goliardico, tra l’altro un momento specifico in cui qualsiasi band o cantautore si è trovata/o almeno una volta nella vita, e abbiamo voluto estremizzare la situazione perché quei “no ”dei giudicanti li abbiamo dovuti ingoiare un po’ tutti come un boccone amaro lungo questo percorso di musica.
Nel video c’è un omaggio ai Beatles e alla “Battaglia delle band” di “Ritorno al futuro” e, per l’appunto mi sento in dovere di caldeggiare un ringraziamento al nostro Stylist Thomas Di Lillo e a Ludovica Sechi, Make-up Artist e Hair-stylist del video.
Ci teniamo anche ad inserire i riferimenti dove potete trovare Manuela Kalì:


Quando dovete realizzare un videoclip come scegliete le ambientazioni, i soggetti, le storie ? Raccontateci qualche aneddoto curioso

Come anticipavo nella risposta precedente, Manuela Kalì, la persona che cura la parte visuale dei nostri progetti, viene coinvolta già dalla fase embrionale del pezzo, questo la aiuta a far sì che le immagini prendano forma più nitidamente attraverso questo processo. Le idee sono spesso le sue, ne discutiamo insieme e cerchiamo di creare qualcosa che funzioni visivamente ma che allo stesso tempo renda anche il giusto valore alla canzone.
Qualche anno fa ( da ridere a pensarci) abbiamo girato il video della canzone “Più forte di ogni tua paura”, dovevamo ricoprire un paio ruoli, quindi io, il cantante, sono stato vestito e conciato da vecchietto in una scena e da teenager anni ‘90 in un’altra, indossavo una parrucca bionda, avevo un make up abbastanza pesante, minigonna con calze colorate e scaldamuscoli. Ero in una strada di campagna, sul ciglio della strada pronto a girare la scena, in quel momento però non stavano ancora riprendendo, ad un certo punto si accosta un’auto con dentro un tizio che mi chiede quanto voglio per andarmi ad appartare con lui. La cosa assurda è che ero seriamente brutto, conciato in quel modo, così brutto che ho pensato mi stesse prendendo in giro.

Il vostro sound è caratterizzato da una forte prevalenza elettronica. Che tipo di strumentazione utilizzate ? Preferite sintetizzatori analogici o digitali? Oppure siete più favorevoli all’utilizzo di virtual instruments? 

Qui non c’è una preferenza, siamo molto fortunati a vivere un tempo in cui la tecnologia musicale è fortemente sviluppata, gli strumenti virtuali ci aiutano molto e siamo favorevoli al loro uso. Dal vivo, a seconda del luogo, riproduciamo alcune parti elettroniche con sequenze. Per il resto gli strumenti veri sul palco sono obbligatori per noi, il basso ad esempio è il cuore di ogni brano, è davanti a tutti, tiene lo scheletro di tutto.

Mi piacerebbe se per un attimo vi fermaste a pensare alla vostra musica come un’immagine con determinati colori, particolari odori e altri dettagli … Come vi descrivereste? 

Come una pizza capricciosa, sì, una pizza capricciosa.


Un album che ha cambiato la vostra vita...

BOOM, tantissimi, chiudiamo gli occhi e citiamo a caso:

Grace - Jeff Buckley
Lucio Battisti – Tanti album, non solo uno
David Bowie – Let’s dance
Portishead – Dummy
Lucio Dalla - Cambio
Images And Words - Dream Theater
Delta V – Monaco 74
Achtung Baby - U2
Radiohead - OK Computer
Saint Germain – Tourist
Natiruts - Verbalize

Ma sono tanti di più e non c’è un grado di importanza, non ce ne vogliate.

Oggi le Major puntano molto sui talent e tante band si fanno conoscere così. Voi cosa ne pensate di questi programmi ? 

Non siamo mai andati ad un talent, non lo sentiamo nostro, forse non saremmo nemmeno utili alla causa, verremmo mangiati, tuttavia capiamo che oggi, è uno dei pochi modi per avviare una carriera, nel caso in cui sia andato tutto bene durante il tragitto.
Tuttavia penso che il nuovo Lucio Battisti oggi sia ancora nella sua cameretta a scrivere per se stesso. In Italia è successo questo, basti pensare che ci sono ormai pochissimi locali che propongono musica originale, pochissime persone che escono per andare ad ascoltare qualcosa di diverso. Il mondo è cambiato, si è chiuso in casa davanti a una serie di schermi. A noi tuttavia piacerebbe farlo nell’altro modo.

Cosa vi sentireste di consigliare agli artisti che vogliono intraprendere la strada della musica indipendente? 

Sicuramente tanto Gaviscon 😊 . Che dire, il consiglio è quello di seguire il proprio istinto, se sentite quel bisogno, fatelo. Però non sentitevi mai arrivati o di essere migliori di altri, continuate a criticarvi e a cercare di migliorare. Dovete essere pronti a difendere le vostre canzoni e a pregare i santi.

Cosa rappresenta per voi la musica ed il “fare musica” ? 

La musica è la traduzione delle emozioni, ogni momento della vita ha la sua musica e questo rende migliore quel momento o più leggero, ed è spaziale. Fare musica è quello che ci fa stare bene, abbiamo provato anche a smettere, è stato un dolore soffocante.

Quali sono gli obiettivi futuri dei Rossonoha? 

L’obbiettivo è sempre lo stesso, scrivere e poter suonare quello che scriviamo. Rapire un discografico importante e convincerlo a portarci in vetta. 😊 


Diteci dove possiamo vedervi dal vivo a breve, avete concerti in programma ?

Stiamo preparando gli show-case per il singolo, se avete voglia, non appena avremo le date le inseriremo sui nostri canali social. Durante la Pandemia, insieme al Comune di Roma abbiamo portato la nostra musica all’interno dei cortili della periferia ed è stato fantastico veder ballare le persone alle finestre. Quest’anno faremmo tappa di nuovo anche lì.

Chiudiamo questa intervista con una domanda che siamo soliti fare: cos’è l’Arte e chi sono gli artisti? 

L’arte traduce ciò che non riusciamo a spiegare in un linguaggio fruibile. Gli artisti sono servitori delle arti. L’arte è donna ed è colei che sopravviverà all’essere umano.

Grazie ragazzi per averci dedicato il Vostro tempo. Vi auguro un grandissimo successo e
che possa realizzarsi tutto ciò che desiderate!


Componenti: Massimiliano Renzi(Voce; Sinth); Marco Melfa (Chitarre); Francesca Bruno(Basso); Andrea D’Elia (Batteria).

Di seguito riportiamo tutti i links ufficiali dove poter seguire i Rossonoha:

Copyright © immagini, videoclip e musica Rossonoha, tutti i diritti sono riservati.



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