Cari amici di Art-Waves, oggi incontriamo Matteo Venneri, l’artista che, con il suo brano “Oro nel cuore”, ha ricevuto una menzione speciale ad “On The Music Waves – International  Song Contest” distinguendosi tra i tanti partecipanti provenienti da 25 Paesi nel mondo.
Seguiteci in questo viaggio per conoscere i due volti dell’artista: cantautore di talento e chitarrista dall’animo rock.


Domanda iniziale per conoscerti un po’ di più: chi è Matteo Venneri. Raccontaci il tuo percorso: dalla nascita della tua passione per la musica, passando per gli studi, fino ad arrivare alla realizzazione del tuo primo EP  “FUORI CONFINE”

Se devo essere sincero, il mio attaccamento alla musica si è cominciato a far sentire alle scuole medie, quando mi sono accorto che non aspettavo altro che la lezione di musica prevista dal piano scolastico; sebbene si trattasse del flauto, mi approcciai sempre con una certa passione che non era poi così condivisa dagli altri compagni di classe. Successivamente, volevo approfondire questo strumento, ma non c'era questa possibilità a livello di paese, la disponibilità era solo : corso di chitarra, corso di batteria; è ovvio che scelsi la chitarra ed ora come ora, ringrazio ogni giorno per aver fatto quella scelta perché si è dimostrato un incontro voluto dal destino. Ho studiato chitarra per 15 anni con insegnante privato e successivamente ho continuato da autodidatta; nel tempo poi non sono mancate le esperienze con altri musicisti che hanno portato a calcare diversi palchi più o meno importanti ed ad un certo punto, ho deciso di continuare il percorso da solista, investendo su me stesso e cosi ho iniziato a realizzare i miei primi inediti.

Parlaci delle tue influenze musicali e quanto hanno ispirato le tue composizioni.

Le mie influenze musicali sono sempre state tendenzialmente sul genere rock/blues, sia italiani che stranieri, e credo che abbiamo avuto un ruolo cruciale nella mia crescita musicale, nel senso, ho notato che, molto di quello che compongo trae la sua linfa vitale da canzoni che ho ascoltato e riascoltato decine di volte, e lo stile richiama spesso e volentieri quelle solite canzoni che si imparano da giovani per sviluppare la tecnica, ad esempio Queen, Dire Straits, Gun’s and roses, Eric Clapton, ecc. Non voglio usare il termine plagio, perchè non stiamo parlando di quello, ma certi riff di chitarra, certe melodie che ottengo sovrappensiero, sono palesemente il risultato di uno studio su questi grandi gruppi che si è radicato nel profondo ed è rimasto lì nelle dita.


Entrando nel dettaglio, come avvengono le varie fasi della scrittura? Come prende forma l’impronta che caratterizza un brano e da dove trai l’ispirazione creativa?

La faccenda qui è complessa da descrivere, non esiste una regola universale, c’è chi inizia dalla musica e poi inserisce il testo, chi crea il testo e poi la musica e chi fa entrambi nello stesso momento; la cosa più importante, dal quale tutto nasce è sicuramente quel motivetto che hai in testa, che fischietti, che ancora non vuol dire nulla ma a pelle ti attizza, ti seduce e ti ispira.
L’ispirazione può nascere da tutto, nel mio caso in particolare, sento che parte dalle emozioni e sensazioni che provo in determinate situazioni ed ambienti, con persone, etc. Non sempre riesco a comporre subito una canzone, ma succede che dopo un anno, ad esempio, sto suonando per conto mio come di routine e capita all’improvviso il colpo di genio che non mi aspettavo minimamente. A quel punto registro subito con la prima cosa che ho sotto mano (il cellulare) e poi inizio a sviluppare il resto che, guarda caso, richiama alla mente le sensazioni provate  in quelle particolari situazioni che prima accennavo. In realtà non scrivo molto spesso ma raccolgo idee quasi sempre per poi lavorarci su dopo.

“Oro nel cuore” è il brano che ha catturato la nostra attenzione. Quanto c’è di autobiografico in questo testo ? 

Oro nel cuore è tra quelle canzoni che ha richiesto più attenzione, sia a livello di composizione che di arrangiamenti e di registrazione in studio; assieme al mio “gruppo di lavoro” ho cercato di farla risultare più efficace ed  il meno banale possibile e se devo essere sincero, ad oggi, quando la riascolto trovo che il testo sia troppo complicato rispetto alla melodia che invece è ben definita. Non saprei dire se è una canzone autobiografica, dubito, però sicuramente, tra le righe, faccio riferimento a vicende personali vissute non molto piacevoli, cose che hanno lasciato un segno e che spingono poi le persone come me a non mostrare cosi facilmente, ma solo a chi merita, quella parte di noi speciale, dove è racchiuso il tesoro, un tesoro d’oro.


L’altra tua proposta per il contest è stata “Valzer”, una canzone intensa che pone l’attenzione sul ritmo sfrenato dell’uomo moderno alla ricerca di una voglia di vita e un senso di pace che non c’è più. Anche musicalmente ci hanno colpito l’introduzione e la coda strumentali, molto lunghe, che riportano ad una dimensione di quiete quasi a dare respiro a quel tempo che corre veloce. Qual è stato l’input che ti ha fatto compiere questa riflessione e quanto c’è in te di quell’animo fanciullo di un tempo?

Per realizzare questa canzone mi sono ispirato a Bohemian Rhapsody dei Queen, quindi credo sia stata quella canzone a darmi l’input per la riflessione su questa “frenesia”, “corsa” che siamo spinti tutti noi a compiere ogni giorno, come se ci fosse un traguardo e stessimo partecipando ad una gara a chi arriva primo; tutto ciò si ripete settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno, senza mai cambiare drasticamente, come un valzer. Per quanto mi riguarda, cerco di mantenere quella “lucidità mentale” che mi permetta, nonostante l’età che va avanti, di continuare a divertirmi in modo innocente quando è possibile, senza aver paura dei giudizi e di non essere considerato adulto, è un modo anche per mantenersi giovani più a lungo secondo me.


Parliamo ora del tuo EP, da dove nasce il titolo “FUORI CONFINE” ?

Questo particolare disco l'ho voluto chiamare "Fuori Confine" per 2 motivi: prima di tutto le canzoni che vi si trovano all'interno sono una diversa dall'altra, hanno qualche tratto in comune ma concedono comunque all'ascoltatore di non trovare immediatamente quelle poche similitudini di stile, genere, etc. e per questo motivo trovo che siano un po’ "fuori" dai canoni standard che ci si potrebbe aspettare da un disco; la seconda ragione invece è più emotiva e personale, e fa riferimento ai testi delle canzoni, in quanto per esprimere certi concetti mi sono spinto "OLTRE" i miei soliti limiti "espressivi", senza freni e senza paure. Ciò che ho pensato e provato ho poi scritto.

Ci racconti qualcosa degli altri due brani che compongono l’ep? 

Gli altri 2 brani rappresentano altri 2 argomenti ai quali tengo particolarmente, ovvero “attualità”, dove cerco di dare il mio personale giudizio su ciò che è la nostra realtà di tutti i giorni, le difficoltà, i disastri e disagi che si sentono ai tg, etc. , un tema che tratto nella traccia n° 3 del disco dal titolo "La semplicità di amare" ; e poi l’altro argomento è ovviamente sentimentale,  tema che secondo me non dovrebbe mai mancare in un disco che si rispetti, mi riferisco alla traccia n°2 dal titolo "Se chiudi gli occhi".
Entrambe le canzoni posso essere interpretate in maniera soggettiva perché ti lasciano lo spazio per farlo, chiaramente nei limiti che ho deciso io.


Chi sono gli altri musicisti che hanno partecipato alla sua realizzazione ed all’impronta sonora del disco?

In questo disco ho avuto il piacere di conoscere e collaborare con musicisti nuovi ma di alto livello, con i quali ho trovato un buon feeling e che hanno dato al disco il “tiro” che mi aspettavo; sono tutti giovani e sono della zona limitrofa a dove abito io, turnisti che chiaramente ci tengo a ringraziare per il prezioso contributo.

Hai in programma nuove uscite musicali e video dei tuoi ultimi lavori?

Si ho in programma sicuramente altre uscite musicali e probabilmente ci sarà un videoclip per una o più canzoni di questo disco “fuori confine”.

Se per un attimo ti fermassi a pensare alla tua musica come fosse una metafora, quali immagini, colori, forme, odori particolari o altri dettagli ti vengono in mente? Come descriveresti la tua musica ?

Se pensassi alla mia musica come fosse una metafora, direi che sarebbe imprevedibile come il clima di marzo e aprile, la mattina c’è sole, il pomeriggio piove, a volte fa caldo e a volte è più fresco, ci sarebbe un calderone di colori primaverili, dove comunque il verde, il bianco/rosso e il giallo regnano.

Un album (o un artista) che ha cambiato la tua vita e perché…

Se devo essere sincero non ho un album in particolare che ha cambiato la mia vita ma gli artisti che più mi hanno ispirato sono Mark Knopfler, chitarrista e front man dei Dire Straits, Eric Clapton e Bryan May, chitarrista dei Queen, più che altro per lo stile tecnico e musicale.

Oggi le Major puntano molto sui talent e tanti musicisti si fanno conoscere così. Cosa ne pensi di questi programmi ?

Penso che siano opportunità piuttosto impegnative, sia dal punto di vista di tempo che devi dedicar loro, sia dal punto di vista economico e quindi non tutti possono accedervi facilmente; poi secondo me, si rischia, come già succede, che questi talent diventino una sorta di gara e/o il marasma di artisti che danno spettacolo, invece che un luogo di possibilità. Talvolta molti artisti non riescono a dare il loro meglio in quelle circostanze, mentre in altre sì, quindi cambia totalmente il risultato finale.

Cosa rappresenta per te la musica ed il “fare musica” ?

Per me la musica rappresenta il luogo dove possiamo trovare rifugio, quando siamo giù di morale e allegria, quando siamo in vena di festeggiare; mentre il fare musica è abbastanza esclusivo dei musicisti o di chi ne capisce, nel senso che rappresenta un modo di esprimere quello che, in un comune dialogo, non sempre si riesce ad esprimere e non tutti ne sono in grado.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

I miei obbiettivi futuri sono quelli che hanno più o meno anche gli altri colleghi musicisti, ovvero continuare a comporre, produrre e arrangiare nuove canzoni, quando possibile esibirsi dal vivo e magari realizzare qualche videoclip.


A proposito... dove possiamo vederti dal vivo a breve, hai concerti in programma? 

Al momento sto partecipando ad un contest per musicisti emergenti nella provincia di Pordenone, sono tutte serate di musica dal vivo, quindi mi potete trovare lì, mentre per il resto, al momento, sono preso con altri progetti.

Chiudiamo questa intervista con una domanda che siamo soliti fare a tutti: cos’è l’Arte e chi sono gli artisti ?

L’arte è la massima espressione di bellezza che l’essere umano può creare attraverso la sua immaginazione e gli artisti sono quelle persone che hanno imparato a fare un uso molto attento e specifico di questa virtù, comune a tutti, per realizzare appunto opere d’arte.

Grazie Matteo per averci dedicato il tuo tempo. Ti auguriamo un grandissimo successo e che possa realizzarsi tutto ciò che desideri! 

Di seguito riportiamo tutti i link ufficiali dove poter seguire Matteo Venneri:

Facebook: 

Link dell’ EP “FUORI CONFINE”(2023) sulle varie piattaforme digitali: 


Matteo Venneri - Inseguo me


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Intervista di Marianna L. 

Art-Waves Cultural Association


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